MiL – Messainlatino.it |
- Corpus Domini a Genova all’Abbazia di S. Stefano giovedì 20 e domenica 23 giugno
- Costanza Miriano: « Amare oltre misura non può essere un dovere stabilito per legge »
- La TFP sul Sinodo dell’Amazzonia
- Il Governo Italiano finanzierà la ricostruzione di 600 chiese danneggiate dal terremoto del 2016
| Corpus Domini a Genova all’Abbazia di S. Stefano giovedì 20 e domenica 23 giugno
Posted: 19 Jun 2019 08:30 AM PDT |
||
| Costanza Miriano: « Amare oltre misura non può essere un dovere stabilito per legge »
Posted: 19 Jun 2019 06:30 AM PDT Finalmente un pò di buon senso della Miriano su certe sparate continue su accoglienza, solidarietà et similia (i sottolineati sono nostri).
Luigi
di Costanza Miriano, 9-6-19
Sono circa due anni che scrivo questo articolo. Lo scrivo, lo sottopongo a mio marito, a qualche amico, ne parlo con qualche sacerdote, poi lo butto. E sì che di solito scrivo senza quasi rileggere, per il mio blog. Ma qui siamo su un campo minato. Qualunque cosa si dica su questo tema viene letta subito in chiave politica, o meglio partitica, che è quanto di più lontano dal mio intento.
In attesa di andare a messa per celebrare la Pentecoste e chiedere lo Spirito Santo, ci riprovo.
Io credo che ci sia una grande confusione in merito alla questione della solidarietà, e provo a spiegarla così come l’ho spiegata alle mie figlie più piccole, ché magari, semplificando le cose e togliendo i riferimenti a polemiche e partiti che loro neanche conoscono, la cosa viene meglio, e si ripassa anche il Catechismo.
L’uomo è ferito dal peccato originale, e tende al male, per questo esistono le leggi, la Legge. Perché mi impedisce di fare i miei comodi quando questi danneggiano i diritti di qualcun altro. Se l’uomo fosse solo ricolmo di Spirito Santo non ci sarebbe bisogno di legge, tutti faremmo il bene senza sforzo, tutti condivideremmo i nostri beni, il tempo, tutto quello che abbiamo, facendo a gara nello stimarci gli uni con gli altri, e nessuno sfrutterebbe le risorse dei paesi poveri per arricchirsi, tutti avrebbero la possibilità di vivere nel paese dove nascono, tra i propri cari, con le proprie risorse, che sono sufficienti a far vivere bene tutti, se si studia e si progredisce, e si impara a usare bene quello che la natura ci dà. Chi si impegnasse di più, chi avesse più capacità e fosse più serio degli altri, avrebbe più risorse, ma grazie alla pienezza dello Spirito Santo sarebbe anche più capace di condividerle.
La legge però non ha questo compito, la legge e la politica devono solo garantire il rispetto dei diritti, fino a che non ledono quelli degli altri, insomma, mettere ordine, costruire una società armoniosa e organizzata in modo intelligente, sconfiggere il caos al quale ci consegna il nostro mondo interiore ferito dal peccato originale.
La Chiesa fa bene a invitarci ad andare oltre la legge, ma può farlo solo se prima ci ha insegnato a pregare, pregare senza interruzione, chiedendo, mendicando lo Spirito Santo perché ci faccia incontrare Cristo. Allora, pieni della gioia di questo incontro, pazzi del suo amore, risorti già adesso in questa vita perché abbiamo scommesso tutto sul Risorto, su quello che ha vinto la morte, allora possiamo nel sacrario intimo e inviolabile del nostro cuore decidere di andare oltre la legge, e di amare anche quando non è giusto, perché questo è l’amore. Di amare i nemici, di amare chi si prende quello che è nostro, di dare anche la tunica a chi ci prende (e non “ci chiede”, il vangelo dice proprio “ci prende”) il mantello. Solo da Cristo può venire la grazia di questo amore. Solo se hai incontrato Cristo puoi andare in missione, puoi aiutare una famiglia anche se non hai niente o quasi da parte per la tua, puoi fare un passo che – per l’uomo – non è “giusto”, ma è oltre la giustizia e la ragionevolezza.
Non credo che sia compito di un governo stabilire che questo modo di amare “pazzo” sia la legge, non lo può fare perché questo lo fa solo lo Spirito Santo, che non può agire se noi non lo mendichiamo giorno e notte, pregando senza interruzione come dice san Paolo. San Francesco lo aveva ottenuto, ma tutti si dimenticano che dopo l’incontro con Cristo lo aveva chiesto a forza di digiuni e preghiere e penitenze che lo hanno portato alla morte precoce.
Quindi hanno ragione i governi che cerchino di stabilire una società ordinata, che tuteli e protegga se stessa nel rispetto delle leggi, che siano ordinate a una gerarchia del bene. I paesi dove è altissima la disoccupazione e bassissima la natalità devono investire anche per aumentare il lavoro e le nascite (che poi le due cose sono correlate).
Contemporaneamente hanno lo stesso ragione i nostri pastori a ricordarci di pregare e digiunare per chiedere la grazia di saper fare la volontà di Dio, perché quando saremo pieni di Spirito Santo, abitati solo da lui, sapremo andare oltre la gerarchia del bene. Ma questa condotta non può essere una cosa imposta dalla legge (abbiamo visto cosa è successo con il comunismo), perché va contro la natura umana quando priva della grazia, bensì solo scelta e abbracciata per grazia, individualmente (questo sono i santi) e non imposta per legge statale.
Amare oltre misura non può essere un dovere stabilito per legge.
La stragrande maggioranza di sacerdoti che conosco, e che amo come una figlia, quelli che vogliono appartenere solo a Cristo, e danno la vita nel silenzio, senza curarsi delle polemiche mediatiche e politiche, hanno molto chiaro tutto questo. Pochi altri, quelli che hanno manie di protagonismo politico, no. Non parlano di peccato orginale e di preghiera, di come solo Dio ci possa dare la miracolosa possibilità di essere buoni. Hanno dimenticato che il solo loro compito è stare con Cristo e farcene innamorare.
Ecco, perdonate la semplificazione, ma le mie figlie almeno hanno capito, e io mi sono tolta un peso dallo stomaco.
|
||
| La TFP sul Sinodo dell’Amazzonia
Posted: 19 Jun 2019 03:31 AM PDT
Dagli amici della TFP italiana. Sull’Instrumentum Laboris uscito l’altro ieri vedere MiL QUI.
Luigi
Ieri, 17 giugno, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa in Vaticano, l’Instrumentum laboris per il prossimo Sinodo Pan-amazzonico, che si terrà a Roma a fine ottobre.
Forse perché l’Amazzonia è vista come qualcosa di molto, molto lontana – geograficamente e culturalmente – e, perciò, senza alcuna incidenza sull’Europa, l’evento ha avuto scarsa eco sui media italiani.
I rari commenti, poi, si centravano su alcuni punti come la possibile ordinazione di uomini sposati e l’acceso delle donne al diaconato. Trascuravano totalmente gli aspetti più insidiosi del Sinodo, che pretende nientedimeno che forgiare una “nuova Chiesa dal volto amazzonico”. In altre parole, pretende reinterpretare tutta la Chiesa – la sua dottrina, la sua struttura, i suoi sacramenti, la sua liturgia e via dicendo – secondo l’ideologia panteista ed indigenista delle correnti più estreme della Teologia della liberazione.
Ha ragione mons. Franz Josef Overbeck, vescovo di Essen, Germania, quando dichiara:“Niente sarà come prima”. Secondo il prelato tedesco, il Sinodo sull’Amazzonia sarà un punto di svolta per l’intera Chiesa: “Ci sarà una netta rottura con la Chiesa fino ad oggi”.
Stiamo quindi parlando di una potenziale rivoluzione nella Chiesa che farebbe impallidire quella voluta dai Modernisti agli inizi del secolo XX. Perché se ne parla così poco? Vogliono forse sovvertire la Chiesa alla chetichella, senza svegliare reazioni?
Fedeli alla visione di Plinio Corrêa de Oliveira, noi della TFP da decenni seguiamo questo orizzonte indigenista e panteista insinuatosi nella Chiesa sulla scia delle versioni più estreme della Teologia della liberazione. Finora confinate largamente all’America Latina, queste correnti adesso fanno irruzione nel cuore della Cristianità, con un Sinodo caldeggiato dallo stesso Papa Francesco. E minacciano la Chiesa nel suo insieme. Da cattolici non possiamo rimanere indifferenti!
Eppure, lo ribadiamo, il pubblico italiano ne è poco informato.
Per mettere al corrente i nostri lettori sugli importantissimi quesiti sollevati dal Sinodo panamazzonico, abbiamo aperto un apposito sito, dove potete trovare articoli e saggi scritti da autorevoli autori internazionali, e che spazzano tutto l’orizzonte: dagli aspetti teologici a quelli liturgici a quelli politici a quelli scientifici. È ancora un work in progress. Vi manterremo informati sugli aggiornamenti.
Chiediamo ai nostri cari lettori e amici di consultare questo sito e di condividerlo sui social:
Ecco un Sommario delle materie trattate nel sito:
Julio Loredo
|
||
| Il Governo Italiano finanzierà la ricostruzione di 600 chiese danneggiate dal terremoto del 2016
Posted: 18 Jun 2019 10:16 PM PDT E’ arrivata notizia tanto attesa soprattutto dagli abitanti eroicamente rimasti ad abitare nei piccoli paesi montani che nel 2016 furono devastati dal terremoto del Centro Italia: da tre anni essi sperano e pregano che possano iniziare i lavori di restauro anche delle loro chiese lesionate che costituiscono la vera, pulsante e genuina identità culturale , religiosa e aggregativa . L’articolo che postiamo, rivolto ai lettori d’oltralpe di lingua francese, parla dei danni subiti a causa del terremoto del 24 agosto 2016 tristemente noto come il « terremoto di Amatrice« . Nel mese di ottobre dello stesso anno si sono furono purtroppo altre potenti repliche con epicentri al confine umbro-marchigiano: dal 26 ottobre fino al terremoto più forte e rovinoso di domenica 30 ottobre, magnitudo 6.5, con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci. Oltre le scosse sismiche, che sembravano non aver mai fine, i terremotati dovettero subire il colpevolissimo immobilismo dei governi Renzi e Gentiloni che, nonostante le tante, troppe promesse fatte soprattutto durante la campagna elettorale del marzo 2018, hanno lasciato tutto com’era. L’ombra d’incertezza per il futuro di tante storiche chiese disseminate nel vasto territorio colpito dal sisma venne attribuita all’allora segretario generale della CEI Mons. Nunzio Galantino a cui gli osservatori addossarono la responsabilità di una specie di « pactum sceleris » con il Governo di allora per « dimenticare » il recupero di tantissime chiese seppur importanti per arte e per storia. Ora la CEI ha deciso di fare da pungolo al Governo per restaurare alcune delle chiese danneggiate (cosa che non avvenne con il passato esecutivo ).
Grazie alla recente accellerazione impressa dal Governo i cittadini possono finalmente riprendere a pensare alla ricostruzione religiosa dei loro bei paesi montani! A lode di Dio e per l’esaltazione della Santa Madre Chiesa Cattolica!
AC
Il capo del governo italiano, Giuseppe Conte, ricostruirà seicento chiese
delle tremila danneggiate dai terrificanti terremoti che hanno colpito la penisola italiana nel 2016. * L’annuncio che arriva pochi giorni dopo la vittoria di Matteo Salvini, Vice Primo Ministro del suo Governo.
Il 3 giugno 2019, il premier Giuseppe Conte ha incontrato i vescovi delle regioni colpite dal
terremoto nel 2016 presso la sede della Conferenza episcopale italiana (CEI). In questa occasione, il capo dell’esecutivo italiano si è impegnato a firmare entro dieci giorni le norme attuative che stabiliscono il restauro di 600 chiese sulle 3.000 colpite dal terremoto del 24 agosto 2016 quando, poco prima delle tre del mattino, un terremoto di magnitudo 6,2 ha scosso le province di Rieti (Lazio) e Ascoli Piceno (Marche) causando la morte di 298 persone e provocando ingenti danni materiali fra a cui 3.000 chiese furono distrutte o danneggiate. L’iniziativa del primo ministro Giuseppe Conte arriva nel contesto di una situazione politica tesa: il capo del governo è emerso indebolito dopo le ultime elezioni europee di fronte al suo vice Primo Ministro Matteo Salvini che non esita ad affermare pubblicamente la sua identità cattolica.
Si spera che la ricostruzione degli edifici religiosi sia accompagnata dalla riedificazione della dottrina e dal ripristino della fede cattolica nelle anime, dopo il terremoto del Concilio che ha lasciato solo un campo di rovine.
* Fonte: Fraternità San Pio X QUI
Foto:
1) Norcia: Basilica di San Benedetto dopo la scossa del 30 ottobre 2016
|





